Limitazioni sulla copertura assicurativa
Il tema delle limitazioni dell'Rc auto è di primaria importanza, e bisogna sempre prestarvi molta attenzione, perché a seconda degli accordi presi con la propria compagnia al momento della stipula della polizza cambia anche il numero delle persone che possono guidare la macchina assicurata. Le limitazioni della polizza di responsabilità civile per le auto riguardano i soggetti ai quali si può applicare la copertura assicurativa per i danni causati a terze persone.
Questo quindi vuol dire che i danni sofferti dalla persona assicurata non sono coperti dalla polizza di responsabilità civile, che riguarda solo ed esclusivamente i danni arrecati agli altri. A parte questi, infatti, la copertura assicurativa non risponde dei danni al conducente dell'auto, o al suo usufruttario o a colui che la ha eventualmente presa a noleggio. Inoltre non sono coperti i coniugi, i conviventi more uxorio, i parenti in linea diretta sia ascendente che discendente (vale a dire che non lo sono né i figli, né i genitori) e nemmeno i parenti fino al terzo grado (anche se sono conviventi o se possono essere considerati a carico dell'assicurato). Infine, se l'assicurato è una società, non sono coperti dalla polizza di responsabilità civile i soci a responsabilità illimitata e i loro parenti, coniugati o discendenti secondo le condizioni di cui si è appena accennato.
Tutto questo vale, ovviamente, per gli incidenti causati con colpa. Per quelli causati da altre persone, interviene la compagnia assicurativa della controparte, oppure, con le norme del risarcimento diretto, la nostra compagnia che poi chiederà all'altra il rimborso per l'ammontare che ci ha pagato.
Per quanto riguarda la copertura assicurativa verso terzi, la polizza può essere stipulata prevedendo tutta una serie di soggetti che ne sono coperti quando sono alla guida del veicolo assicurato. Maggiore è il numero di questi soggetti, maggiore ovviamente sarà l'importo del premio da pagare. Più persone infatti sono abilitate alla guida del veicolo, più aumentano i rischi di incidente e quindi, di conseguenza cambierà l'entità del premio da corrispondere alla compagnia di assicurazione.
Il premio è invece più basso nel caso estremo della guida esclusiva, quando solo il contraente può guidare il veicolo e solo per lui vale la polizza assicurativa. Il caso opposto è quello della guida libera. Tutti possono guidare quel veicolo, la copertura assicurativa sarà sempre valida a prescindere da chi tiene in mano il volante. In questo caso, però, il premio assicurativo rischia di essere particolarmente più alto di quello base. Ci sono poi formule intermedie, a costi ragionevoli, che consentono di cedere il volante ed di estendere la copertura ai membri del solo nucleo familiare.
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domenica 6 marzo 2011
Limitazioni sulla copertura assicurativa: cosa sono e come funzionano
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Limitazioni sulla copertura assicurativa
Il tagliando auto: cos'è e come funziona
Il tagliando auto
Il contrassegno (o tagliando) dell'assicurazione è il documento che, una volta che viene esposto sul vetro anteriore della macchina, certifica che quell'auto è assicurata per la responsabilità civile ed è anche in regola con i pagamenti e le scadenze. Inoltre questo tagliando contiene la targa dei veicolo, in modo da dimostrare che la polizza corrisponde alla macchina sulla quale è esposto il certificato. Contiene anche gli estremi della polizza: porta infatti stampati il nome e il logo della compagnia di assicurazione e le generalità della persona proprietaria della macchina assicurata.
L'obbligo dell'esposizione del tagliando è previsto dal Codice della Strada. Il contrassegno dell'assicurazione (il tagliando) fa parte infatti dei documenti che bisogna sempre avere con sé in macchina, quindi insieme alla patente, al libretto di circolazione e a un certificato che attesti l'avvenuto controllo dei gas di scarico (bollino blu o bollino verde). Da alcuni anni ormai (1998) non è più obbligatorio esporre invece l'attestato di pagamento della tassa di circolazione, il bollo auto. Il tagliando di assicurazione va esposto sul vetro anteriore, non sul lunotto o su altri vetri della macchina, e deve essere chiaramente leggibile dall'esterno.
Questa prescrizione ha generato in passato parecchie polemiche e contestazioni, sulle quali ha pronunciato una parola definitiva la Corte di Cassazione. Con una sentenza del 2005, la Suprema Corte ha infatti sancito che il contrassegno di assicurazione esposto in modo non leggibile equivale ad una sua mancata esposizione, con tutte le conseguenze del caso. Questo vale anche nel caso in cui il tagliando sia stato scolorito dal sole. Non esistono scusanti! Tutti i dati dell'assicurazione devono essere leggibili. Nel caso di smarrimento del tagliando, bisogna subito fare denuncia presso la polizia o i carabinieri.
Si porterà poi il documento che attesta la denuncia alla propria compagnia d'assicurazione, che fornirà un duplicato del tagliando da esporre sul parabrezza. La multa per la mancata esposizione del contrassegno è di 21 euro, viene ritirata nel caso in cui lo si porti successivamente alla polizia o ai carabinieri. Molto più grave invece è la sanzione per la circolazione con un veicolo non assicurato, che ammonta a 716 euro.
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Il contrassegno (o tagliando) dell'assicurazione è il documento che, una volta che viene esposto sul vetro anteriore della macchina, certifica che quell'auto è assicurata per la responsabilità civile ed è anche in regola con i pagamenti e le scadenze. Inoltre questo tagliando contiene la targa dei veicolo, in modo da dimostrare che la polizza corrisponde alla macchina sulla quale è esposto il certificato. Contiene anche gli estremi della polizza: porta infatti stampati il nome e il logo della compagnia di assicurazione e le generalità della persona proprietaria della macchina assicurata.
L'obbligo dell'esposizione del tagliando è previsto dal Codice della Strada. Il contrassegno dell'assicurazione (il tagliando) fa parte infatti dei documenti che bisogna sempre avere con sé in macchina, quindi insieme alla patente, al libretto di circolazione e a un certificato che attesti l'avvenuto controllo dei gas di scarico (bollino blu o bollino verde). Da alcuni anni ormai (1998) non è più obbligatorio esporre invece l'attestato di pagamento della tassa di circolazione, il bollo auto. Il tagliando di assicurazione va esposto sul vetro anteriore, non sul lunotto o su altri vetri della macchina, e deve essere chiaramente leggibile dall'esterno.
Questa prescrizione ha generato in passato parecchie polemiche e contestazioni, sulle quali ha pronunciato una parola definitiva la Corte di Cassazione. Con una sentenza del 2005, la Suprema Corte ha infatti sancito che il contrassegno di assicurazione esposto in modo non leggibile equivale ad una sua mancata esposizione, con tutte le conseguenze del caso. Questo vale anche nel caso in cui il tagliando sia stato scolorito dal sole. Non esistono scusanti! Tutti i dati dell'assicurazione devono essere leggibili. Nel caso di smarrimento del tagliando, bisogna subito fare denuncia presso la polizia o i carabinieri.
Si porterà poi il documento che attesta la denuncia alla propria compagnia d'assicurazione, che fornirà un duplicato del tagliando da esporre sul parabrezza. La multa per la mancata esposizione del contrassegno è di 21 euro, viene ritirata nel caso in cui lo si porti successivamente alla polizia o ai carabinieri. Molto più grave invece è la sanzione per la circolazione con un veicolo non assicurato, che ammonta a 716 euro.
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tagliando auto
Il Massimale assicurazione: cos'è
Il massimale
Quella del massimale è una scelta a cui prestare la massima attenzione, quando si stabiliscono gli accordi della Rc auto. In una polizza assicurativa di responsabilità civile, per massimale si intende il livello massimo che può essere risarcito per i danni provocati a terze persone. Oltre quel livello, è l'assicurato a rispondere in prima persona e di tasca proprio per tutti i danni che ha prodotto. Come si può ben immaginare si tratta di un'evenienza infausta, dalla quale ci si può cautelare alzando il premio da pagare.
Per la vecchia legge, il massimale minimo che le compagnie assicurative dovevano garantire di risarcire, era equivalente a 750mila euro, stabilito dalla legge sulla R.C. auto del 1969. Oggi, quasi 40 anni dopo, questa somma potrebbe non bastare a coprire tutti i danni causati in un incidente. Soprattutto, nel caso di incidenti gravi, con morti o feriti molto gravi, il calcolo dei danni patrimoniali, biologici e morali predisposto dalla magistratura, può essere molto alto, talvolta ben al di sopra di questa cifra. In particolare, il danno patrimoniale è proporzionale al reddito di cui la persona infortunata è stata privata, e può essere quindi anche molto ingente. Infatti, oggi i massimali minimi sono di 1 milione di euro per i danni alle cose e di 5 milioni di euro per i danni arrecati alle persone.
Nel raggiungere e superare il massimale concorrono solo ed esclusivamente le spese dovute alle vittime dell'incidente, e non possono quindi essere conteggiate le spese per accertare la responsabilità, come ad esempio parcelle legali o spese di tribunale. Comunque, tutte le compagnie offrono la possibilità di godere di un massimale più alto, pagando in proporzione un premio assicurativo più elevato. Alcune compagnie, non tutte, prevedono anche la possibilità, a fronte del pagamento di un premio piuttosto alto, di essere garantiti nel risarcimento di qualsiasi cifra alla quale possano ammontare i danni causati, quindi senza massimale.
Il massimale previsto per legge in Italia è uno tra i più bassi di tutta l'Unione Europea. Si pensa quindi che nel prossimo futuro, per armonizzare la nostra legislazione con quella comunitaria, i massimali verranno innalzati, con indubbio vantaggio per i consumatori.
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Quella del massimale è una scelta a cui prestare la massima attenzione, quando si stabiliscono gli accordi della Rc auto. In una polizza assicurativa di responsabilità civile, per massimale si intende il livello massimo che può essere risarcito per i danni provocati a terze persone. Oltre quel livello, è l'assicurato a rispondere in prima persona e di tasca proprio per tutti i danni che ha prodotto. Come si può ben immaginare si tratta di un'evenienza infausta, dalla quale ci si può cautelare alzando il premio da pagare.
Per la vecchia legge, il massimale minimo che le compagnie assicurative dovevano garantire di risarcire, era equivalente a 750mila euro, stabilito dalla legge sulla R.C. auto del 1969. Oggi, quasi 40 anni dopo, questa somma potrebbe non bastare a coprire tutti i danni causati in un incidente. Soprattutto, nel caso di incidenti gravi, con morti o feriti molto gravi, il calcolo dei danni patrimoniali, biologici e morali predisposto dalla magistratura, può essere molto alto, talvolta ben al di sopra di questa cifra. In particolare, il danno patrimoniale è proporzionale al reddito di cui la persona infortunata è stata privata, e può essere quindi anche molto ingente. Infatti, oggi i massimali minimi sono di 1 milione di euro per i danni alle cose e di 5 milioni di euro per i danni arrecati alle persone.
Nel raggiungere e superare il massimale concorrono solo ed esclusivamente le spese dovute alle vittime dell'incidente, e non possono quindi essere conteggiate le spese per accertare la responsabilità, come ad esempio parcelle legali o spese di tribunale. Comunque, tutte le compagnie offrono la possibilità di godere di un massimale più alto, pagando in proporzione un premio assicurativo più elevato. Alcune compagnie, non tutte, prevedono anche la possibilità, a fronte del pagamento di un premio piuttosto alto, di essere garantiti nel risarcimento di qualsiasi cifra alla quale possano ammontare i danni causati, quindi senza massimale.
Il massimale previsto per legge in Italia è uno tra i più bassi di tutta l'Unione Europea. Si pensa quindi che nel prossimo futuro, per armonizzare la nostra legislazione con quella comunitaria, i massimali verranno innalzati, con indubbio vantaggio per i consumatori.
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Cosa fare in caso di furto dell'auto
Cosa fare in caso di furto
La prima cosa da fare nel caso in cui vi sia stata rubata l'auto è andare a sporgere una denuncia di furto presso i carabinieri o la polizia. Non esistendo un modulo predefinito, la persona incaricata raccoglierà e trascriverà la denuncia. Nel caso in cui anche il libretto di circolazione sia stato rubato insieme al veicolo, bisogna indicarlo esplicitamente nella denuncia, e altrettanto va fatto per quanto riguarda il certificato di proprietà. E' importante farlo perché per avere il risarcimento bisogna restituire questi documenti alla compagnia o poter dimostrare (con la copia di una denuncia) che sono stati rubati.
Entro 3 giorni dal furto bisogna comunicare il fatto alla propria compagnia di assicurazione. Si possono seguire due procedure: se si ha un agente o un broker al quale fare riferimento, si può affidare a lui la comunicazione alla compagnia. Altrimenti, bisogna mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la denuncia effettuata. Se il veicolo viene successivamente ritrovato, bisogna inviare alla compagnia il verbale di ritrovamento che ci è stato consegnato dalle Autorità competenti al momento della restituzione del veicolo. Se è necessario effettuare delle riparazioni in conseguenza del furto, è necessario segnalare al perito incaricato il luogo di sosta dell'auto e aspettare un suo via libera per farle partire.
Inoltre è bene notare che non tutte le polizze furto prevedono il risarcimento delle spese di custodia del veicolo che può essere necessario sostenere tra il ritrovamento della vettura e la consegna della stessa, e che possono essere anche ingenti, soprattutto nel caso in cui sia necessaria una riparazione. Se invece l'automobile non è stata ritrovata, la compagnia dovrebbe effettuare la liquidazione del risarcimento entro 30 giorni dalla segnalazione.
Per dare il via alle pratiche di liquidazione, bisogna far avere alla società di assicurazione la copia autenticata della denuncia e l'estratto della cronologia del P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico, dove è segnata la perdita di possesso del veicolo). E' inoltre necessario includere una copia del certificato di chiusura inchiesta, con il quale l'Autorità competente (dove si è sporta la denuncia) dichiara di aver provato a indagare per trovare il veicolo senza successo. Questo documento viene rilasciato dalla Procura della Repubblica del luogo dove è avvenuto il furto.
Se l'auto è in leasing bisogna anche inviare un attestato che certifica quanto resta da pagare (debito residuo) e quanto si è già pagato (le fatture passate). Alcune compagnie risarciscono anche le spese di nuova immatricolazione. La polizza furto va pagata fino alla sua scadenza, mentre per quella di responsabilità civile si può chiedere il rimborso per tutta la parte non goduta.
La prima cosa da fare nel caso in cui vi sia stata rubata l'auto è andare a sporgere una denuncia di furto presso i carabinieri o la polizia. Non esistendo un modulo predefinito, la persona incaricata raccoglierà e trascriverà la denuncia. Nel caso in cui anche il libretto di circolazione sia stato rubato insieme al veicolo, bisogna indicarlo esplicitamente nella denuncia, e altrettanto va fatto per quanto riguarda il certificato di proprietà. E' importante farlo perché per avere il risarcimento bisogna restituire questi documenti alla compagnia o poter dimostrare (con la copia di una denuncia) che sono stati rubati.
Entro 3 giorni dal furto bisogna comunicare il fatto alla propria compagnia di assicurazione. Si possono seguire due procedure: se si ha un agente o un broker al quale fare riferimento, si può affidare a lui la comunicazione alla compagnia. Altrimenti, bisogna mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la denuncia effettuata. Se il veicolo viene successivamente ritrovato, bisogna inviare alla compagnia il verbale di ritrovamento che ci è stato consegnato dalle Autorità competenti al momento della restituzione del veicolo. Se è necessario effettuare delle riparazioni in conseguenza del furto, è necessario segnalare al perito incaricato il luogo di sosta dell'auto e aspettare un suo via libera per farle partire.
Inoltre è bene notare che non tutte le polizze furto prevedono il risarcimento delle spese di custodia del veicolo che può essere necessario sostenere tra il ritrovamento della vettura e la consegna della stessa, e che possono essere anche ingenti, soprattutto nel caso in cui sia necessaria una riparazione. Se invece l'automobile non è stata ritrovata, la compagnia dovrebbe effettuare la liquidazione del risarcimento entro 30 giorni dalla segnalazione.
Per dare il via alle pratiche di liquidazione, bisogna far avere alla società di assicurazione la copia autenticata della denuncia e l'estratto della cronologia del P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico, dove è segnata la perdita di possesso del veicolo). E' inoltre necessario includere una copia del certificato di chiusura inchiesta, con il quale l'Autorità competente (dove si è sporta la denuncia) dichiara di aver provato a indagare per trovare il veicolo senza successo. Questo documento viene rilasciato dalla Procura della Repubblica del luogo dove è avvenuto il furto.
Se l'auto è in leasing bisogna anche inviare un attestato che certifica quanto resta da pagare (debito residuo) e quanto si è già pagato (le fatture passate). Alcune compagnie risarciscono anche le spese di nuova immatricolazione. La polizza furto va pagata fino alla sua scadenza, mentre per quella di responsabilità civile si può chiedere il rimborso per tutta la parte non goduta.
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