Nel sistema bonus malus italiano, le classi di merito degli automobilisti non sono tutte uguali. La 4 di una compagnia di assicurazione può corrispondere alla 6 di un'altra compagnia, con conseguenti sbalzi nel premio da pagare, per lo stesso automobilista con la stessa storia assicurativa.
Ogni compagnia assicurativa ha infatti un suo meccanismo di calcolo del bonus malus e di definizione della propria classe di merito interna, che si può chiamare anche classe di merito contrattuale, proprio perché inerente al contratto in essere. Esiste però un modo per comparare le varie classi di merito delle diverse compagnie e si chiama CU, o classe di conversione universale.
La classe di conversione universale (CU) è il meccanismo che consente alle classi di merito delle varie compagnie di assicurazione di essere fra loro comparabili, in modo da facilitare i passaggi da una compagnia all'altra. Ogni compagnia, infatti, ha una classe contrattuale, che non necessariamente corrisponde alla classe universale.
Per sapere in quale classe si entrerebbe stipulando la polizza con una nuova compagnia (e quindi, di conseguenza, quanto si pagherebbe di premio con la nuova compagnia), si deve usare proprio la classe di conversione universale. È per questo che ogni compagnia di assicurazione deve sempre mettere a disposizione dei propri clienti una tabella, definita di conversione, con cui la classe contrattuale viene affiancata alla corrispondente classe universale. Con la nuova compagnia di assicurazione, si deve poi seguire il procedimento inverso, dalla classe universale alla classe contrattuale e si ottiene la classe alla quale corrisponde concretamente il nuovo premio da pagare.
Le tabelle di conversione sono predisposte dall'ISVAP, l'istituto indipendente che regola le assicurazioni private, che ha ideato questo meccanismo proprio per consentire ai consumatori un movimento più libero e fluido sul mercato assicurativo, che ne ha sicuramente guadagnato in trasparenza. L' introduzione della classe C.U. risale a una circolare del 2005, emanata proprio dall'ISVAP. Un'ulteriore funzione della classe di conversione universale è quella di favorire la conservazione del proprio status assicurativo per i possessori di motocicli che vogliano assicurare anche un'automobile. La classe di conversione universale può essere calcolata anche per le automobili precedentemente assicurate con franchigia, facendo derivare la CU dalla storia assicurativa del cliente.
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martedì 1 febbraio 2011
Auto Storiche Assicurazione
I possessori di auto storiche (o di qualunque altro genere di veicolo antico, quindi compresi anche quelli a due ruote) hanno diritto spesso a particolari agevolazioni sia da parte della legge, per quanto riguarda oneri e tasse, sia da parte delle compagnie assicurative, per quanto riguarda le polizze di responsabilità civile.
Per auto storica si intende un'automobile che abbia più di 20 anni di vita.
Fa fede la data di costruzione dell'auto e non quella della sua immatricolazione. Non basta però l'età anagrafica del veicolo a inserirlo nella categoria di veicolo storico. Occorre infatti anche che l'autovettura sia iscritta ad un registro, quello dell'ASI (Auto Storiche Italiane). Non è possibile iscriversi direttamente all'ASI: bisogna infatti passare attraverso la mediazione di un'associazione di auto storiche che, a sua volta, faccia parte della federazione dell'ASI. ? necessario anche inviare all'ASI delle foto che attestino il buono stato del veicolo. Infatti l'ASI ha facoltà di rifiutare l'iscrizione di un veicolo, qualora ritenga che esistano valide motivazioni per farlo.
Una volta effettuata l'iscrizione, basta inoltrarla all'ASI e la propria auto da quel momento è considerata auto storica, con tutti i vantaggi che ne conseguono. L'iscrizione alla federazione costa 41 euro, mentre quella ai singoli club locali può variare da associazione ad associazione. Generalmente, tra i vantaggi offerti dalle polizze assicurative per le auto storiche c'è la classe di merito fissa, quindi al di fuori del sistema bonus malus. Inoltre, c'è la guida libera inclusa nel prezzo, che consente a chiunque di guidare l'auto, clausola solitamente, ma non in questo caso, comporta una maggiorazione del premio assicurativo.
Per chi ha addirittura una collezione di auto storiche, ci sono le cosiddette formule garage, che consentono di assicurare tutto il proprio parco macchine a condizioni estremamente vantaggiose. Infine, un'altra formula spesso disponibile è quella che allarga la copertura per le auto storiche anche alle manifestazioni e alle sfilate di tipo sportivo, purché si tratti di manifestazioni non competitive. L'età minima per stipulare a proprio nome una polizza assicurativa per auto d'epoca è 23 anni. Come ulteriore vantaggio, le auto d'epoca non pagano il bollo, ma solo la tassa di circolazione.
Per auto storica si intende un'automobile che abbia più di 20 anni di vita.
Fa fede la data di costruzione dell'auto e non quella della sua immatricolazione. Non basta però l'età anagrafica del veicolo a inserirlo nella categoria di veicolo storico. Occorre infatti anche che l'autovettura sia iscritta ad un registro, quello dell'ASI (Auto Storiche Italiane). Non è possibile iscriversi direttamente all'ASI: bisogna infatti passare attraverso la mediazione di un'associazione di auto storiche che, a sua volta, faccia parte della federazione dell'ASI. ? necessario anche inviare all'ASI delle foto che attestino il buono stato del veicolo. Infatti l'ASI ha facoltà di rifiutare l'iscrizione di un veicolo, qualora ritenga che esistano valide motivazioni per farlo.
Una volta effettuata l'iscrizione, basta inoltrarla all'ASI e la propria auto da quel momento è considerata auto storica, con tutti i vantaggi che ne conseguono. L'iscrizione alla federazione costa 41 euro, mentre quella ai singoli club locali può variare da associazione ad associazione. Generalmente, tra i vantaggi offerti dalle polizze assicurative per le auto storiche c'è la classe di merito fissa, quindi al di fuori del sistema bonus malus. Inoltre, c'è la guida libera inclusa nel prezzo, che consente a chiunque di guidare l'auto, clausola solitamente, ma non in questo caso, comporta una maggiorazione del premio assicurativo.
Per chi ha addirittura una collezione di auto storiche, ci sono le cosiddette formule garage, che consentono di assicurare tutto il proprio parco macchine a condizioni estremamente vantaggiose. Infine, un'altra formula spesso disponibile è quella che allarga la copertura per le auto storiche anche alle manifestazioni e alle sfilate di tipo sportivo, purché si tratti di manifestazioni non competitive. L'età minima per stipulare a proprio nome una polizza assicurativa per auto d'epoca è 23 anni. Come ulteriore vantaggio, le auto d'epoca non pagano il bollo, ma solo la tassa di circolazione.
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