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sabato 12 febbraio 2011

Legge Bersani Assicurazioni Auto: come funziona?

La legge n. 40/2007, meglio conosciuta come Legge Bersani in materia di assicurazioni auto, permette in sostanza di ereditare la classe di merito di un parente (o propria), in caso di acquisto di una seconda (o terza) auto, nuova o usata. I parametri sono ben definiti, ma ci sono molti casi particolari di cui parliamo qui di seguito.
Vi ricordiamo che NON è possibile usufruire della classe agevolata Bersani in questi casi:

Auto già assicurata, anche se per poco tempo.
Stipulando un nuovo contratto su una auto che già aveva una assicurazione, in assenza di un passaggio di proprietà.
In tutti i casi in cui l’attestato di rischio è più vecchio di 5 anni. Alcune compagnie richiedono invece che la assicurazione da cui si prende la classe sia attiva.
Non è possibile trasferire la classe tra tipologie di veicoli diversi. Ad esempio una auto non può ereditare la classe di un motoveicolo ne’ di un autocarro e viceversa.
Non si ereditano classi nel caso di aziende, quindi ne’ all’interno dell’azienda, ne’ tra parenti ed azienda di famiglia, di nessun tipo.
Non è possibile ereditare la classe di un parente se non è nello stesso stato di famiglia (ad esempio, un figlio che non ha più la residenza con i genitori non può ereditare la classe del padre).
E’ invece possibile usufruirne senza problemi in questi casi:


Assumendo la classe di rischio di un altro proprio veicolo oppure di un parente di 1o grado: madre, padre, figlio, fratello, sorella, purchè convivente (stessa residenza come da Stato di Famiglia)
Vendendo la propria auto ad un altro appartenente al nucleo familiare
Stipulando un contratto anche con una compagnia diversa da quella dell’attestato di rischio del parente
Si può ereditare la classe di una moto per un’altra moto, di un ciclomotore per un altro ciclomotore, e ovviamente di un’auto per un’auto.
Chiunque avesse domande da fare riguardo il proprio caso particolare, può farlo andando sul nuovo articolo qui: Legge Bersani. Per ragioni tecniche, abbiamo sospeso i commenti qui sotto, che rimangono tuttavia disponibili per la consultazione.
Vi ricordiamo che le risposte che darà l’admin saranno dei semplici pareri personali senza alcuna valenza giuridica.
Per leggere altri casi particolari, potete anche leggere il vecchio arti

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Broker Assicurativo: cos'è?

I broker assicurativi

Rivolgersi a un broker assicurativo, piuttosto che a un agente monomandatario, vuol dire affidarsi a un professionista indipendente, il cui compito è mediare tra le esigenze del cliente e la varietà del mercato assicurativo: il broker per definizione non è legato a nessuna compagnia. Questa figura professionale è regolata nella nostra legislazione dal Codice delle assicurazioni (decreto legislativo del 2005), che la definisce come un professionista che mette in collegamento con imprese di assicurazione o riassicurazione, senza nessun vincolo, i consumatori o le aziende che voglio stipulare una polizza assicurativa, assistendoli nella firma, nella gestione e nell'esecuzione del contratto.

Storicamente in Italia questa possibilità si è imposta inizialmente nei rapporti tra aziende e assicurazioni, per poi diventare un punto di riferimento utile anche per i consumatori privati. Attualmente il fenomeno è ancora relativamente poco diffuso (meno del 3% delle polizze vengono stipulate attraverso intermediazione indipendente) ma in crescita: in Italia i broker sono circa 1300. Il lavoro di intermediazione del broker è retribuito con una commissione versata dalla compagnia assicurativa, che egli è tenuto per legge a dichiarare e a dimostrare. è importante verificare sempre la trasparenza del lavoro del broker, per essere certi di stipulare la polizza più conveniente per il cliente e non per il mediatore.


Chi si rivolge a un broker, gli conferisce innanzitutto il mandato di esplorare il mercato per creare il match ideale tra le esigenze della domanda e le concrete opportunità dell'offerta. Tra i vantaggi di rivolgersi ad una figura indipendente c'è senz'altro l'approccio personalizzato e integrato a tutte le problematiche assicurative del cliente. Questa personalizzazione è resa possibile da una conoscenza che si presume globale e aggiornata, al fine di valutare i rischi e le opportunità del mercato. I broker sono iscritti in un albo tenuto dall'Isvap, per entrarvi devono sostenere un esame di ammissione (requisito di professionalità), non aver ricevuto condanne penali o essere stati dichiarati falliti (requisito di onorabilità) e dimostrare di non avere nessun rapporto privilegiato con singole compagnie di assicurazione (requisito di autonomia). Inoltre, e si tratta di un aspetto estremamente importante, devono avere la copertura assicurativa di responsabilità civile professionale, una garanzia che tutela i premi pagati dai clienti (requisito di garanzia).

Ulteriore fonte di tranquillità per l'assicurato è l'esistenza di un "Fondo di garanzia per l'attività dei mediatori di assicurazione e di riassicurazione", che garantisce un risarcimento per i danni causati dall'attività dei broker che non sono stati indennizzati attraverso le polizze di responsabilità civile. L'attività del broker segue l'assicurato dalla ricerca della polizza ideale alla firma del contratto, che entra in vigore dalle ore 24.00 del giorno successivo. Inoltre, in caso di sinistro, è proprio il broker il soggetto tenuto all'assistenza nei confronti dell'assicurato. Sempre il broker è tenuto alla revisione periodica del contratto con la compagnia di assicurazione.

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